sabato 29 dicembre 2007

continuo introduzione

Uomo,
hai creato un Dio a tua immagine e somiglianza
vendicativo, egoista, geloso, possessivo, violento, assassino,
per giuatificare le "guerre sante", per nascondere le tue brame di potere . . . .
tutte le religioni hanno fatto questo scempio di corpi e di Anime, nessuna esclusa. . . .
Quello che fa più paura é che neanche ti accorgi
di aver eretto un'altare sulle tue nefandezze . . . .
Non si può credere ad un "Dio" così crudele . . . . .
Uomo svegliati !!!!
Cerca, scruta, ascolta dentro di te e vi troverai quel "Dio"
che ti ha generato a SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA . . . . .
Non nella carne, nè nella personalità, ma nell'Essenza di Luce
che vive in te, la quale si veste del "vestito fisico" con le sue limitazioni
e carenze, per conoscere l'esperienza materiale ,
onde poter ritornare al Suo stato originale COSCIENTE D'ESSERE . . . .
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La sessualità se la vivi come tale,
non ti fa render conto di essere ancora un'animale . . . .
se la vivi a livello mentale
tu sai ciò che trovi, ma non sai ciò che perdi . . . .
se la vivi con le emozioni del cuore
ti fa conoscere la porta d'entrata dell'Amore . . . .
se la vivi vibrando con l'Anima
tu stai entrando nella dimensione "sconosciuta" dell'UOMO,
lasciandoti alle spalle la "pelle dell'animale" . . . . .
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Ci definiamo uomini
ma non siamo altro che "bestie" con un cervello pensante . . . .
Ci riteniamo intelligenti ma non siamo altro che bimbi incoscienti . . . .
Ci riempiamo la bocca con la parola civiltà,
ma non siamo altro che dei selvaggi che giocano ad essere civili,
con i fucili pronti a far fuoco su chi veramente UOMO E' . . . . .

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A M O R E

Ci gonfiamo d'orgoglio con questa parola,
ovunque io vada, la sento recitare, cantare, declamare, ma poi la vedo
sporcare, tradire, usare per soddisfare tornaconti personali,
orgoglio razziale e nazionale, brame sessuali . . . . .
Persino le Chiese lo hanno sventolato come bandiera
per nascondere al mondo i loro misfatti . . . . . .
Questa bellissima parola
gronda sangue, fatica, sudore e sofferenza
di quei pochi che non larecitano
ma la sanno praticare con i fatti nel silenzio del loro cuore . . . . .
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